Archive for the ‘film’ Category

Sucker Punch

giovedì, agosto 11th, 2011

Dopo averlo perso al cinema sono riuscito a vedere questo film qualche giorno fa; già dal trailer si poteva intuire che fosse un film dotato di “carisma”, ma con il grosso rischio di scadere nella “boiata pazzesca” 😛 Fortunatamente così non è stato, anzi si tratta di una pellicola che mi ha stupito. Di sicuro questo Sucker Punch non è solo un film in stile manga con delle “belle topolone” immerse in situazioni “da videogioco”, o meglio è anche questo, ma quella è solo la superfice che nasconde anche molto altro: una commistione di generi (e situazioni sicuramente scopiazzate anche da altri film) che però va a creare un mix interessante ed inedito. Le scene a mio parere più belle sono sicuramente quelle “musicali” senza parlato, una sorta di musical evuluto senza balli ma con una serie di azioni in pseudo slow motion e con inquadrature particolari, condite dalle canzoni a tutto volume di Bjork, Skunk Anansie, i Queen, ecc. La trama è sicuramente semplice, forse anche un po’ banale, ma la qualità della fotografia ed il ritmo incalzante degli avvenimenti colmano questo gap e non ce ne fa accorgere più di tanto. SPOILER Mi è piaciuta molto anche l’idea (indubbiamente ispirata a Inception) dei 3 livelli di realtà: il primo livello (quello reale dove la protagonista viene lobotomizzata) lo vediamo solo all’inizio e alla fine del film; il secondo livello quello dell’illusione (probabilmente generato dal “metodo polacco” della Dr. Gorski, una sorta di scudo che le pazienti utilizzano per alienarsi dal mondo reale) rappresenta un mondo fantastico ma ancora plausibile, una sorta locale stile Moulin Rouge, dove sono tutti bellissimi (e truccatissimi); infine il terzo livello, dai tratti totalmente onirici, che esiste solo quando Baby Doll balla e rappresenta scene totalmente inverosimili (supportate da ottima computer graphics) di ispirazione fantasy.

Rating: ★★★★★ [imdb link]

Frasi più belle del film:

Se non combatti per qualcosa, ti ritroverai con niente.

Si sa, per quelli che combattono la vita ha un sapore che chi sta al sicuro non conoscerà mai.

E alla fine, la domanda: Chi è realmente al centro della storia? Chi manovra il sipario? Chi è che decide la coreografia della danza? Chi ci porta alla follia? Chi è che ci sferza e ci incorona vincitori quando sopravviviamo all’impossibile? Chi è che fa tutte queste cose? Chi ci ispira a onorare quelli che amiamo con la nostra stessa vita? Chi manda i mostri a ucciderci e allo stesso tempo canta che non moriremo mai? Chi ci insegna che cosa è reale e come ridere delle bugie? Chi decide perchè viviamo e per che cosa dobbiamo morire? Chi ci incatena e chi ha la chiave che può renderci liberi? Sei TU… hai tutte le armi che ti servono… Combatti!

The Road

venerdì, giugno 25th, 2010

The Road

The Road è un film che lascia perpressi, non è il “postnucleare” a cui ci ha abituato il cinema standard, è un film lento, emozionale, alla fine della visione ti lascia un po’ di stucco… non riesci a dire se il film ti sia piaciuto oppure no… alla fine capisci che si tratta semplicemente di qualcosa di diverso rispetto a quello a cui siamo abituati!

Il mondo rappresentato in The Road è un mondo cupo e morente: un non meglio precisato “disastro” (si presume nucleare) ha distrutto l’ecosistema della terra, il cielo è prennemente nuvoloso, gli animali e le piante sono quasi del tutto estinti, quel che rimane dell’umanità è ormai rassegnata ad una esistenza di continua sofferenza e fame, tanto che molti sopravvissuti si dedicano al cannibalistmo come unica estrema fonte di sostentamento. In questo mondo morente un padre ed un figlio (dei quali non verrà mai detto il nome) intraprendono un disperato viaggio dall’entroterra verso la costa nella speranza di trovare un posto migliore, ma il viaggio oltre che fisico è anche interiore: il bambino rappresenta per l’uomo l’ultimo filo che lo tiene legato alla sua “umanità”…

Analizzandolo a freddo la storia risulta evidente la scelta del registra di sacrificare una trama complessa per esaltare l’impatto emotivo, una scelta atipica ma interessante… che focalizza l’attenzione dello spettatore esclusivamente sullo straziante rapporto padre-figlio; anche i personaggi secondari non sono altro che comparse il cui scopo e solo quello di aggiungere qualcosa al filone emotivo principale.

Rating: ★★★★☆

Frase più bella del film:

Ogni giorno è più grigio del precedente.
Fa freddo, mentre il mondo lentamente muore.
Presto cadranno tutti gli alberi sulla terra.
Per gran parte del tempo la mia preoccupazione è il cibo.
Sempre cibo… e il freddo… e le nostre scarpe.
Qualche volta racconto al ragazzo vecchie storie di coraggio e giustizia.
Con tutta la fatica che faccio a ricordarle…

District 9

venerdì, febbraio 5th, 2010

Ho visto questo film qualche mese fa ma l’ho voluto rivedere almeno una volta prima di postare sul blog perchè come ogni capolavoro va visto due volte per apprezzarlo a pieno… diciamolo subito: di film così ne esce uno ogni 10 anni! Ci troviamo di fronte ad un capolavoro della fantascienza (migliore anche di Avatar tanto per intenderci), per chi non lo conoscesse consiglio di vedere subito il trailer linkato qui accanto, vi avverto che capitere veramente di cosa parla il film solo a metà del filmato :-) .

Il giovane registra sudafricano Neill Blomkamp ha realizzato il film con 30 milioni di budget arrivando ad incassarne solo in USA 114, inoltre è notizia recente la nomination a 4 oscar (fra cui miglior film), quindi di sicuro ci troviamo di fronte ad un enorme successo, cosa c’e’ di così speciale in questo film?

ATTENZIONE SPOILER District 9 dipinge un 2010 di una realtà alternativa dove nel 1982 una grossa nave spaziale aliena si ferma sui cieli di Johannesburg (Sudafrica), ma, a differenza di quanto si può immaginare, gli alieni presenti sulla nave sono “stupidi” ed in gravi condizioni sanitarie e vengono trasferiti in una sorta di “campo profughi” dove rimangono per 30 anni, da qui il primo punto innovativo: si tratta di un ribaltamento della tipica trama “alieno cattivo che vuole invadere la Terra”, in questo caso sono i terrestri ad opprimere i visitatori alieni eseguendo esperimenti scelllerati su di loro per tentare di carpire un modo per far funzionare le loro armi.

Ma District 9 è anche un bellissimo ed efficace modo per parlare alle masse dei problemi del razzismo e dell’integrazione sfruttando questo “Apartheid fantascientifico” (non molto dissimile da quello reale). Blomkamp ha avuto l’idea di girare alcune vere interviste ad abitandi di Johannesburg sul tema degli odi razziali, inserite nel film automaticamente sembrano essere riferite agli alieni, mentre in origine si stava parlando del mondo reale! Geniale!

Oltre ai toccanti temi etici District 9 presenta anche una bellissima computer grafica, gli alieni (chiamati in tono dispregiativo “gamberoni” per la loro somiglianza ai noti artropodi così “amati” dalla nostra cucina) e la loro interazione con gli attori umani sono state realizzate in modo eccellente; le loro sembianze, le loro movenze e la loro lingua (rigorosamente sottotitolata) sembrano veramente aliene!

Va menzionata anche la fotografia del film sicuramente non standard, che parte come un “docu-fiction” formato da un collage di finte interviste, spezzoni di telecamere di sorveglianza, notizie di telegiornale, ecc. e si trasforma via via concludendosi come action-movie. Belli gli effetti delle armi aliene e la sequenza del “mech” (forse un po’ troppo prevedibile vista l’originalità del resto del film, ma sicuramente d’effetto).

Altro elemento anomalo è il protagonista della storia (Wikus Van De Merwe) che non incarna affatto lo stereotipo dell’eroe hooywoodiano, passando più volte durante il film da “buono” ad anti-eroe e viceversa con vari colpi di scena. La “kafkiana” trasformazione in gamberone è forse la parte meno innovativa di tutto il film, ricorda molto “La Mosca”, anche se il finale non è proprio quello che si aspetterebbe lo spettatore medio!

In conclusione va detto che District 9 è sicuramente un film poliedrico che presenta una serie molto variegata di situazioni che passano (agevolmente) dall’azione, alla comicita, fino ai temi etici/sociali e alle scene strappalacrime, difficilmente si era visto prima una tale completezza in ambito fantascientifico quindi tanto di cappello!

Sembra ormai quasi certo che ci sarà un sequel, ma a differenza di quanto si può pensare sembra che sarà un prequel, attendiamo fiduciosi!

Rating: ★★★★★

Chicca finale: gustateti “Alive in Joburg” (con sottotitoli in italiano), il cortometraggio realizzato nel 2005 da Blomkamp che ispirò District 9.

Frase più bella del film (si tratta in realtà di una scena presente solo nel trailer e non nel film!):

– Perché siete qui?
– Non avevamo scelta, siamo precipitati qui.
– Perché non ve ne andate?
– Come facciamo ad andarcene se voi ci trattenete qui?
– Come funzionano le vostre armi?
– Non vogliamo farvi del male, vogliamo solo tornare a casa.

Avatar

lunedì, gennaio 25th, 2010

AvatarAvatar è senza dubbio un must per tutti gli appassionati di fantascienza e fantasy, ma un film assolutamente da vedere anche per tutti gli altri se non altro per il suo ruolo di capostipite di due nuove generazioni di film: quelli realizzati quasi totalmente in computer grafica e quelli pensati per la proiezione in 3D. Il realismo e la fluidità della computer grafica è soprendente, sicuramente aiutata dal fatto che si rappresenti un mondo alieno, ma sembra veramente di osservare attori in carne ed ossa, sicuramente si sono fatti molti passa avanti rispetto ad esempio a Final Fantasy (del 2001) dove la grafica era già realistica ma non proprio al 100%. Per quanto riguarda il 3D ho avuto la fortuna di visionare il film in una sala con la tecnologia XspanD che dovrebbe avere una resa leggermente superiore al più diffuso RealD (per una dettagliata comparativa fra le tecnologia per il cinema 3D leggete questo ottimo articolo); l’effetto 3D è sicuramente bello e presente in gran parte delle scene, James Cameron ha “inventato” per l’occasione anche una apposita cinepresa dotata di 2 obiettivi quindi anche le (poche) scene con attori veri sono veramente tridimensionali. Dopo la visione di quasi 3 ore di film però devo dire che mi sentivo gli occhi un po’ doloranti, sarà il “prezzo” da pagare per la visione 3D o la tecnologia può migliorare ancora?! So di andare contro l’opinione comune ma non sono affatto convinto che queste tecnologie 3D possano essere veramente un valore aggiunto per cui il pubblico di massa sia disposto a pagare un costo aggiuntivo, Avatar godeva sicuramente dell’effetto novità, vedremo come andranno i prossimi film 3D. Passando alla storia vera e propria va detto che è sicuramente lineare e semplice (come sarebbe andata a finire si capiva fin dall’inizio) e trae evitentemente la sua ispirazione dalla vera storia dello sterminio dei nativi americani e dal conseguente fardello di sensi di colpa che gli americani si portano dietro ancora oggi; questo però non toglie “valore” al film che è comunque ottimamente realizzato ed in grado di suscitare forti emozioni (la scena che più mi ha colpito è stata quella dove il protagonista corre come gioiosamente come un pazzo dopo aver scoperto di avere due “nuove” gambe). Quindi sommando tutto il giudizio complessivo non può che essere pienamente positivo, ora restiamo in attesa dell’immancabile (visti gli incassi) sequel!

Rating: ★★★★★

Le tre frasi più belle del film:

  1. Ero un guerriero che sognava di portare la pace…ma prima o poi bisogna svegliarsi…
  2. Adesso mi sembra questa la realtà, e il mondo reale la fantasia…
  3. Sei Jake Sully? Vorremmo parlarti di una nuova vita su un nuovo mondo!

Outlander

mercoledì, agosto 19th, 2009

OutlanderUno dei film più interessanti che ho visto prima dell’estate è Outlander (stupidamente sottotitolato in italia come “L’ultimo dei vichinghi”), abbastanza snobbato dalla critica, forse perchè non presentava nel cast nessun attore particolarmente famoso, in realtà è un ottimo film di fantascienza. La trama è una rivisitazione in chiave sci-fi del mito di Beowulf, poema epico nordico che racconta le gesta di un eroe (Beowulf) contro un mostro sterminatore di uomini (Grendel); nel film il personaggio di Beowulf è sostituito da Kainan (militare alieno, ma di sembianze umane, che per un guasto è costretto a scendere sulla Terra), mentre Grendel è sostituito da Moorwen (creatura aliena, dalle sembianze tipo Alien/demoniaco), il “set” invece è sempre quello della norvegia del 700, all’epoca dei vichinghi. ATTENZIONE SPOILER La trama non è un banale “eroe che ammazza mostro e salva tutti”, ma presenta vari particolari e sfaccettature interessanti: ad esempio il senso di colpa di Kainan per aver portato involontariamente la creatura sulla Terra ed il successivo colpo di scena dove si scopre che era stato il popolo di Kainan a commettere un genocidio nel mondo dove vivevano i Moorwen, causando così la rabbia vendicativa dell’ultimo sopravvissuto della specie… altri particolari interessanti sono il ricercato “metodo di caccia” della creatura basato su bioluminescenza (con l’uso di “luci” tipo quelle dei pesci abissali), bellissima la scena dove il predicatore cristiano scambia la creatura per Lucifero (“Portatore di luce” ). Interessante anche la scena che risolve il “problema linguistico” tipico dei film di fantascienza (accade fin troppo spesso in film di questo tipo che tutti i personaggi siano in grado di parlare tranquillamente anche se provenienti da mondi diversi, la cosa ovviamente non ha senso ma la soluzione più gettonata dal 90% dei film è “non trattare il problema” per evitare complicazioni nella trama, Outlander invece tenta almeno di fornire una soluzione e questa volontà va apprezzata). Infine davvero struggente la scena finale dove Kainan rinuncia all’ultimo secondo al suo recupero da parte di una navicella automatica, scegliendo di rimanere per sempre con un popolo primitivo rimasto senza leader a causa sua.

Rating: ★★★★☆

Ultimatum alla Terra

giovedì, gennaio 1st, 2009

Ultimatum alla TerraDei vari film che ho visto in questo periodo quello più interessante è senza dubbio questo remake di un famoso film degli anni ’50, molti di voi che l’hanno visto si saranno sicuramente chiesti dov’era l’ultimatum… ed in effetti il titolo originale è “The Day the Earth Stood Still”, come vedete l’ultimatum se lo inventò chi decise il titolo italiano nel 1951 :-) e purtroppo l’anno mantenuto anche per il remake! ATTENZIONE SPOILER Chiusa questa piccola parentesi, voglio dire che il film non è sicuramente perfetto ma ci offre alcune chicche davvero belle, giusto per citare alcune scene “tecnologicamente ingriganti” mi è piaciuta molto la questione della creatura composta da 3 DNA: il bio-esoscheletro esteriore, il clone-ospite del corpo + il cervello alieno; ma mi è piaciuto anche l’umanoide sintetico composto da nanomacchine e lo stratagemma simil bomba-EMP usato per neutralizzarlo. Passando invece alle scene meno tecnologiche e con più pathos, è senza dubbio notevole quella dell’alieno che viene affiancato dall’anziano scienzato in un duetto alla lavagna per completare una formula matematica, ed anche la scena dove vengono prelevati i campioni delle specie animali prima della distruzione finale.  Questo film ha anche il merito di mandare un importante messaggio ecologista e di questi tempi fa sicuramente bene!

Rating: ★★★★☆

Frase più bella:
“Perchè siete venuti sul nostro pianeta?”
“Il vostro pianeta?!”