Cambiare rapidamente le impostazioni di rete con il comando netsh

marzo 10th, 2010

Questo suggerimento vi sarà particolarmente utile se vi capita spesso di dover riconfigurare manualmente le impostazioni di rete (ip, gateway, dns) della vostra scheda di rete o wi-fi. Prima di trovare questa soluzione ho provato almeno una decina di programmini ma avevano tutti dei problemi e sembrava davvero incredibile che non esistesse una soluzione più semplice… infatti eccola qua: il comando “semisconosciuto” netsh (che esiste fin da windows 2000) ci permette di campiare i parametri in un attimo da linea di comando.

Prima di farvi qualche esempio vi consiglio per semplicità di cambiare i (folli) nomi di default che windows da alle schede di rete (ad es “Connessione alla rete locale (LAN)”) per farlo vi basterà andare su XP in start->impostazioni->connessioni di rete, su Vista/7 in start->pannello di controllo->centro connessioni di rete->modifica impostazioni scheda; da qui potete rinominare le schede in qualcosa di più umano, negli esempi seguenti il nome della scheda sarà semplicemente “LAN”.

veniamo agli esempi di utilizzo del comando netsh:

per settare un IP statico bastano questi 3 comandi:
netsh interface ip set address LAN static 192.168.0.181 255.255.255.0 192.168.0.254 1
(i 3 indirizzi ip sono rispettivamente ip della macchina, netmask, gateway; ricordarsi l’ 1 finale)
e per settare i DNS statici:
netsh interface ip set dns LAN static 192.168.0.254
netsh interface ip add dns LAN 192.168.0.253
(notare la differenza fra il dns primario e secondario)

per settare l’uso del DHCP:
netsh interface ip set address LAN dhcp
netsh interface ip set dns LAN dhcp

per abilitare o disabilitare la scheda:
netsh interface set interface LAN ENABLED
netsh interface set interface LAN DISABLED

Potete anche inserire questi comandi in un file .bat per velocizzare il tutto (ricordatevi di eseguirlo con i i diritti da amministratore)

PS: netsh dispone di molte altre opzioni, potete divertirvi a scoprirle se volete 😉

Aggirare la censura a Pirate Bay in modo trasparente

marzo 4th, 2010

Come saprete lo stato italiano (unico in europa) dopo vari appelli e ricorsi in tribunale ha deciso di applicare la censura al sito Pirate Bay… senza entrare troppo a fondo nelle implicazioni etiche o legali vorrei solo far presente che a me (come ad ogni informatico degno di questo nome) questo comportamento sta sulle scatole “a pelle”… quindi oggi vi propongo un semplicissimo escamotage per ridurre quello che è un leggero fastidio a qualcosa di veramente insignificante, l’uso che ne farete poi dipenderà solo da voi.

Il sistema utilizzato per impedire l’accesso a pirate bay è di tipo “ip blocking”, cioè tutti i provider del suolo italiano sono obbligati per legge ad impedire il traffico verso certi ip, quindi l’uso di nomi di dominio o dns alternativi non è sufficiente perchè è sempre possibile aggiornare la lista degli ip bloccati. L’unica soluzione restante è quindi l’accesso tramite proxy anonimizzatori come ad esempio il seguente

http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://thepiratebay.org

l’unica scocciatura che rimane è il dover manualmente modificare gli url trovati ad esempio su altri siti per inserirli nell’anomizzatore, ma in questo caso ci viene in aiuto l’estensione “Redirector” di Firefox (https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/5064) un potente strumento che permette di applicare agli url gestiti dal browser delle rewrite rule basate su regular expression (in modo del tutto simile al mod_rewrite di apache per intenderci).

Dopo aver scaricato ed installato Redirector vi basterà aprirne la configurazione (si trova sotto strumenti->redirector) ed aggiungere la seguente regola:
Include pattern: ^http://(.{0,15})thepiratebay\.org(.*)$
Redirect to: http://anonymouse.org/cgi-bin/anon-www.cgi/http://$1thepiratebay.org$2
Pattern Type: Regular Expression

il risultato è che ogni link di pirate bay (anche prelevato da altri siti) risulterà sempre funzionante senza fatica! Buon divertimento e occhio che la Cina e vicina 😛

District 9

febbraio 5th, 2010

Ho visto questo film qualche mese fa ma l’ho voluto rivedere almeno una volta prima di postare sul blog perchè come ogni capolavoro va visto due volte per apprezzarlo a pieno… diciamolo subito: di film così ne esce uno ogni 10 anni! Ci troviamo di fronte ad un capolavoro della fantascienza (migliore anche di Avatar tanto per intenderci), per chi non lo conoscesse consiglio di vedere subito il trailer linkato qui accanto, vi avverto che capitere veramente di cosa parla il film solo a metà del filmato :-) .

Il giovane registra sudafricano Neill Blomkamp ha realizzato il film con 30 milioni di budget arrivando ad incassarne solo in USA 114, inoltre è notizia recente la nomination a 4 oscar (fra cui miglior film), quindi di sicuro ci troviamo di fronte ad un enorme successo, cosa c’e’ di così speciale in questo film?

ATTENZIONE SPOILER District 9 dipinge un 2010 di una realtà alternativa dove nel 1982 una grossa nave spaziale aliena si ferma sui cieli di Johannesburg (Sudafrica), ma, a differenza di quanto si può immaginare, gli alieni presenti sulla nave sono “stupidi” ed in gravi condizioni sanitarie e vengono trasferiti in una sorta di “campo profughi” dove rimangono per 30 anni, da qui il primo punto innovativo: si tratta di un ribaltamento della tipica trama “alieno cattivo che vuole invadere la Terra”, in questo caso sono i terrestri ad opprimere i visitatori alieni eseguendo esperimenti scelllerati su di loro per tentare di carpire un modo per far funzionare le loro armi.

Ma District 9 è anche un bellissimo ed efficace modo per parlare alle masse dei problemi del razzismo e dell’integrazione sfruttando questo “Apartheid fantascientifico” (non molto dissimile da quello reale). Blomkamp ha avuto l’idea di girare alcune vere interviste ad abitandi di Johannesburg sul tema degli odi razziali, inserite nel film automaticamente sembrano essere riferite agli alieni, mentre in origine si stava parlando del mondo reale! Geniale!

Oltre ai toccanti temi etici District 9 presenta anche una bellissima computer grafica, gli alieni (chiamati in tono dispregiativo “gamberoni” per la loro somiglianza ai noti artropodi così “amati” dalla nostra cucina) e la loro interazione con gli attori umani sono state realizzate in modo eccellente; le loro sembianze, le loro movenze e la loro lingua (rigorosamente sottotitolata) sembrano veramente aliene!

Va menzionata anche la fotografia del film sicuramente non standard, che parte come un “docu-fiction” formato da un collage di finte interviste, spezzoni di telecamere di sorveglianza, notizie di telegiornale, ecc. e si trasforma via via concludendosi come action-movie. Belli gli effetti delle armi aliene e la sequenza del “mech” (forse un po’ troppo prevedibile vista l’originalità del resto del film, ma sicuramente d’effetto).

Altro elemento anomalo è il protagonista della storia (Wikus Van De Merwe) che non incarna affatto lo stereotipo dell’eroe hooywoodiano, passando più volte durante il film da “buono” ad anti-eroe e viceversa con vari colpi di scena. La “kafkiana” trasformazione in gamberone è forse la parte meno innovativa di tutto il film, ricorda molto “La Mosca”, anche se il finale non è proprio quello che si aspetterebbe lo spettatore medio!

In conclusione va detto che District 9 è sicuramente un film poliedrico che presenta una serie molto variegata di situazioni che passano (agevolmente) dall’azione, alla comicita, fino ai temi etici/sociali e alle scene strappalacrime, difficilmente si era visto prima una tale completezza in ambito fantascientifico quindi tanto di cappello!

Sembra ormai quasi certo che ci sarà un sequel, ma a differenza di quanto si può pensare sembra che sarà un prequel, attendiamo fiduciosi!

Rating: ★★★★★

Chicca finale: gustateti “Alive in Joburg” (con sottotitoli in italiano), il cortometraggio realizzato nel 2005 da Blomkamp che ispirò District 9.

Frase più bella del film (si tratta in realtà di una scena presente solo nel trailer e non nel film!):

– Perché siete qui?
– Non avevamo scelta, siamo precipitati qui.
– Perché non ve ne andate?
– Come facciamo ad andarcene se voi ci trattenete qui?
– Come funzionano le vostre armi?
– Non vogliamo farvi del male, vogliamo solo tornare a casa.

Avatar

gennaio 25th, 2010

AvatarAvatar è senza dubbio un must per tutti gli appassionati di fantascienza e fantasy, ma un film assolutamente da vedere anche per tutti gli altri se non altro per il suo ruolo di capostipite di due nuove generazioni di film: quelli realizzati quasi totalmente in computer grafica e quelli pensati per la proiezione in 3D. Il realismo e la fluidità della computer grafica è soprendente, sicuramente aiutata dal fatto che si rappresenti un mondo alieno, ma sembra veramente di osservare attori in carne ed ossa, sicuramente si sono fatti molti passa avanti rispetto ad esempio a Final Fantasy (del 2001) dove la grafica era già realistica ma non proprio al 100%. Per quanto riguarda il 3D ho avuto la fortuna di visionare il film in una sala con la tecnologia XspanD che dovrebbe avere una resa leggermente superiore al più diffuso RealD (per una dettagliata comparativa fra le tecnologia per il cinema 3D leggete questo ottimo articolo); l’effetto 3D è sicuramente bello e presente in gran parte delle scene, James Cameron ha “inventato” per l’occasione anche una apposita cinepresa dotata di 2 obiettivi quindi anche le (poche) scene con attori veri sono veramente tridimensionali. Dopo la visione di quasi 3 ore di film però devo dire che mi sentivo gli occhi un po’ doloranti, sarà il “prezzo” da pagare per la visione 3D o la tecnologia può migliorare ancora?! So di andare contro l’opinione comune ma non sono affatto convinto che queste tecnologie 3D possano essere veramente un valore aggiunto per cui il pubblico di massa sia disposto a pagare un costo aggiuntivo, Avatar godeva sicuramente dell’effetto novità, vedremo come andranno i prossimi film 3D. Passando alla storia vera e propria va detto che è sicuramente lineare e semplice (come sarebbe andata a finire si capiva fin dall’inizio) e trae evitentemente la sua ispirazione dalla vera storia dello sterminio dei nativi americani e dal conseguente fardello di sensi di colpa che gli americani si portano dietro ancora oggi; questo però non toglie “valore” al film che è comunque ottimamente realizzato ed in grado di suscitare forti emozioni (la scena che più mi ha colpito è stata quella dove il protagonista corre come gioiosamente come un pazzo dopo aver scoperto di avere due “nuove” gambe). Quindi sommando tutto il giudizio complessivo non può che essere pienamente positivo, ora restiamo in attesa dell’immancabile (visti gli incassi) sequel!

Rating: ★★★★★

Le tre frasi più belle del film:

  1. Ero un guerriero che sognava di portare la pace…ma prima o poi bisogna svegliarsi…
  2. Adesso mi sembra questa la realtà, e il mondo reale la fantasia…
  3. Sei Jake Sully? Vorremmo parlarti di una nuova vita su un nuovo mondo!

Corretta gestione di submit formato immagine compatibile con tutti i browser (compreso Internet Explorer)

dicembre 16th, 2009

Nello sviluppo di alcuni siti web mi è capitato di aver a che fare con form che contenevano bottoni di submit multipli e dovevano necessariamente avere un aspetto gradevole (non i soliti bottoni grigi), sembra incredibile ma non esiste un metodo “universale” per gestire correttamente questa necessità! A seconda del browser possono presentarsi problemi di visualizzazione o addirittura problemi nell’invio dei dati! Ho creato un piccolo studio del problema dove ho analizzato varie soluzioni parziali ed una a mio avviso quasi perfetta compatibile anche con l’ostico Internet Explorer 6, fatene l’uso che credete più opportuno 😉 e fatemi sapere se avete soluzioni migliori!

Impostare rapidamente la reply di Outlook 2007 da R: a Re:

novembre 23rd, 2009

Come sicuramente saprete per eliminare il fastidioso problema dei vari Outlook che di default antepongono “R:” alle risposte al posto dello standard “Re:” basta cliccare la seguente opzione:

“Strumenti” -> “Opzioni” -> “Formato posta” -> “Opzioni internazionali” -> “Utilizza inglese per intestazione di risposta o inoltro”.

Quello che forse non sapete è che per farlo rapidamente si può generare e lanciare il seguente file .reg:

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_CURRENT_USERSoftwareMicrosoftOffice12.0OutlookPreferences]
"ENMessageHeaders"=dword:00000001

Fatelo lanciare a tutti i vostri amici che hanno Outlook! 😛
L’ho testato solo con Outlook 2007, probabilmente per il 2003 basta scrivere 11.0 invece di 12.0, fatemi sapere!

Patch per avere i bottoni di XP nella status bar di Chrome

novembre 12th, 2009

Nel precedente post avevo trattato una soluzione rapida al problema dei bottoni della status bar di Chrome che non erano “giusti” in Windows XP, che consisteva nella modifica manuale del file Themes\default.dll

chrome normal prima

chrome xp dopo

Questa soluzione era però difficilmente utilizzabile perchè ad ogni aggiornamento del browser la suddetta dll veniva sempre sovrascritta con una nuova versione e bisognava ripetere la procedura di certo non rapida.

Ho quindi pensato ad una soluzione più semplice che consiste in uno script “one click” che rileva l’ultima installazione di chrome e patcha automaticamente la dll tramite l’utility freeware Resource Hacker.

Ovviamente bisogna ricordarsi di lanciare la patch dopo ogni aggiornamento di Chrome ma si tratta di una operazione velocissima e molto semplice! L’ho testata con Chrome 4.0.223.16 ma dovrebbe funzionare anche con le versioni future.

Aggiornamento: dalla versione 4.0.237.0 Google ha pensato bene di spostare le icone dei bottoni dal file default.dll a chrome.dll quindi è stato necessario creare una nuova versione della patch

Scarica Chrome XP Buttons Patch (Rev B) (per Chrome da 4.0.237.0 in su)

Scarica Chrome XP Buttons Patch (per Chrome inferiore a 4.0.237.0)

Tema per Chrome con i bottoni giusti per XP

settembre 11th, 2009

Chi utilizza il browser Chrome su XP avrà notato che i bottoni della finestra sono forzatamente visualizzati nella modalità grafica di Windows Vista, se fosse solo una questione grafica sarebbe sopportabile ma hanno anche una posizione diversa! Quindi ad esempio se si minimizzano rapidamente varie fineste spesso capita di cliccare il bottone sbagliato su Chrome!

chrome normal

I bottoni della finestra di Chrome sono salvati nel file del tema grafico, quindi ho provveduto a creare un tema partendo da quello originale che preveda i bottoni giusti per XP.

chrome xp

Il tema di Chrome in uso è salvato in questo file

C:\Documents and Settings\<nome utente>\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome\Application\<versione chrome>\Themes\default.dll

nel mio caso la versione di Chrome è la 3.0.195.17 (canale Dev)

la dll è editabile e modificabile con il programmino shareware Resource Tuner (purtroppo non con il freeware Resource Hacker), basta semplicemente editare (doppio click) le icone presenti in “BINDATA” e sostituirle con immagini PNG giuste, che io ho recuperato direttamente da alcuni screen capture.

Zip con la dll modificata, attenzione potrebbe non funzionare con versioni successive o precedenti di Chrome, ricordate di backuppare quella originale.

Zip con le sole immagini, se volete fare le vostre prove.

Prototype

agosto 22nd, 2009

PrototypeQuesta estate ho giocato vari titoli ma l’unico che mi è rimasto impresso è Prototype, una piacevole sopresa, un gioco che ha subito la contaminazione di molti altri (sia come trama che come gameplay), ma riesce ad essere allo stesso tempo  originale, completo e soddisfacente! La storia parte come “zombie movie” ma si espande presto in qualcosa di diverso che mi ha ricordato molto l’anime “Akira”. Il giocatore controlla un “mutaforma” in grado di cambiare il proprio corpo in qualsiasi altro o di cambiare solo alcuni “pezzi” trasformando ad esempio un braccio in una lama, Alex Mercer (questo è il nome del protagonista) ha perso la memoria e si trova in mezzo ad una guerra fra un esercito di sanguinari militari armati di tutto punto e un’orda di zombie e creature da incubo (stile Resident Evil) che si danno battaglia in una Manhattan devastata; purtroppo entrambe le fazioni vogliono “fargli la pelle” e questo genera spesso “divertenti” mischie “tutti contro tutti”, Prototype è un gioco molto (forse esageratamente) violento tanto da risultare qualche volta completamente surreale, ma questo è a mio parere un pregio (ovviamente non è un gioco adatto ad un pubblico di giovanissimi). Ho trovato semplicemente geniali gli spezzoni di storia che si scoprono “consumando” alcuni personaggi che possiedono conoscenze sul passato di Alex Mercer, il gioco sarebbe da giocare solo per quelli, si tratta di 130 spezzoni, ministorie raccontate in rapidi flash di suoni e immagini, alcune sono dei veri e proprio “mini-capolavori”. Ma Prototype è molto di più, è un gioco a progressione libera tipo Grand Theft Auto che implementa alla perfezione la “cabala di GTA” (mi riferisco a quella “formula magica” di game design, quel corretto mixaggio degli elementi di gioco: distanze da percorrerre, la durata delle missioni, ecc, che massimizza il divertimento del giocatore), inoltre aggiunge un meccanismo di miglioramento delle abilità del personaggio tramite “punti esperienza” tipico dei giochi di ruolo, e per finire è un gioco che dura molto (anche senza necessariamente fare tutte le missioni secondarie), di questi tempi è veramente una cosa rara… Passando alle pecche le uniche due cose che ho notato sono la grafica forse non proprio al livello degli ultimi titoli e una scarsa intelligenza artificiale per alcuni elementi che porta a volte a situazioni assurde.

Rating: ★★★★½

Outlander

agosto 19th, 2009

OutlanderUno dei film più interessanti che ho visto prima dell’estate è Outlander (stupidamente sottotitolato in italia come “L’ultimo dei vichinghi”), abbastanza snobbato dalla critica, forse perchè non presentava nel cast nessun attore particolarmente famoso, in realtà è un ottimo film di fantascienza. La trama è una rivisitazione in chiave sci-fi del mito di Beowulf, poema epico nordico che racconta le gesta di un eroe (Beowulf) contro un mostro sterminatore di uomini (Grendel); nel film il personaggio di Beowulf è sostituito da Kainan (militare alieno, ma di sembianze umane, che per un guasto è costretto a scendere sulla Terra), mentre Grendel è sostituito da Moorwen (creatura aliena, dalle sembianze tipo Alien/demoniaco), il “set” invece è sempre quello della norvegia del 700, all’epoca dei vichinghi. ATTENZIONE SPOILER La trama non è un banale “eroe che ammazza mostro e salva tutti”, ma presenta vari particolari e sfaccettature interessanti: ad esempio il senso di colpa di Kainan per aver portato involontariamente la creatura sulla Terra ed il successivo colpo di scena dove si scopre che era stato il popolo di Kainan a commettere un genocidio nel mondo dove vivevano i Moorwen, causando così la rabbia vendicativa dell’ultimo sopravvissuto della specie… altri particolari interessanti sono il ricercato “metodo di caccia” della creatura basato su bioluminescenza (con l’uso di “luci” tipo quelle dei pesci abissali), bellissima la scena dove il predicatore cristiano scambia la creatura per Lucifero (“Portatore di luce” ). Interessante anche la scena che risolve il “problema linguistico” tipico dei film di fantascienza (accade fin troppo spesso in film di questo tipo che tutti i personaggi siano in grado di parlare tranquillamente anche se provenienti da mondi diversi, la cosa ovviamente non ha senso ma la soluzione più gettonata dal 90% dei film è “non trattare il problema” per evitare complicazioni nella trama, Outlander invece tenta almeno di fornire una soluzione e questa volontà va apprezzata). Infine davvero struggente la scena finale dove Kainan rinuncia all’ultimo secondo al suo recupero da parte di una navicella automatica, scegliendo di rimanere per sempre con un popolo primitivo rimasto senza leader a causa sua.

Rating: ★★★★☆